• Renew Europe IV

POTENZA, 26 gennaio 2026. “Accolgo con grande soddisfazione la notizia dell’approvazione, da parte della Giunta comunale di Matera, del progetto ‘Offside to bullying’. È esattamente questo lo spirito con cui, nello scorso novembre, abbiamo fortemente voluto e approvato all’unanimità in Consiglio regionale la nuova legge contro il bullismo e il cyberbullismo di cui sono stato primo firmatario: creare una rete solida che permetta agli Enti locali e alle istituzioni scolastiche di intervenire con efficacia nel quotidiano dei nostri ragazzi”. Così il capogruppo regionale di Orgoglio Lucano - Italia Viva, Mario Polese, commenta l’iniziativa del Comune di Matera finalizzata a intercettare i fondi del Ministero dell’Interno per contrastare il disagio giovanile e l’uso improprio dei social media. “Il bullismo e la prevaricazione online - sottolinea Polese - sono fenomeni in preoccupante mutamento, che colpiscono i nostri minori in fasce d’età sempre più precoci, come dimostra il focus del progetto materano sugli studenti tra gli 11 e i 13 anni. La politica ha il dovere di non restare a guardare. Con la legge regionale approvata a novembre scorso, abbiamo dato alla Basilicata strumenti normativi all’avanguardia per garantire un contrasto sempre piû efficace a un fenomeno gravissimo. Vedere che un’amministrazione importante come quella di Matera si muove con questa tempestività, progettando sportelli psicologici e helpdesk digitali, conferma che siamo sulla strada giusta. Proprio per rendere questa legge sempre più viva e partecipata, nelle prossime settimane promuoveremo una serie di azioni mirate per coinvolgere attivamente le scuole lucane, le amministrazioni locali e le tante associazioni che con competenza si occupano della materia sul nostro territorio. Rivolgo i miei complimenti al sindaco Nicoletti e agli uffici delle Politiche Sociali per la qualità della proposta. L’auspicio è che il progetto ‘Offside to bullying’ ottenga il finanziamento richiesto al Fondo Unrra, diventando un modello da replicare su tutto il territorio lucano. La sicurezza e la serenità dei nostri figli non sono una questione di parte, ma la priorità assoluta su cui l’intera comunità regionale deve continuare a investire con determinazione e unità d’intenti”, conclude il capogruppo Polese.

Potenza, 23 gennaio 2026. “Rivolgo le mie più vive congratulazioni al presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, per la prestigiosa nomina tra i nove membri effettivi della delegazione italiana presso il Congresso dei Poteri locali e Regionali del Consiglio d’Europa”. Lo dichiara il capogruppo di Orgoglio Lucano – Italia Viva in Consiglio regionale, Mario Polese che aggiunge:  “Si tratta di un riconoscimento di assoluto rilievo istituzionale che proietta la Basilicata in un contesto internazionale strategico, nel quale si definiscono le politiche fondamentali in materia di autonomia locale, sussidiarietà, decentramento amministrativo e cooperazione tra territori”.
Secondo il capogruppo, “la presenza del presidente Bardi in un organismo che rappresenta oltre 200 mila collettività locali e regionali dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa conferisce alla nostra regione una visibilità e una capacità di interlocuzione senza precedenti”. “Il mandato quinquennale, fino a marzo 2031 – sottolinea ancora Polese - testimonia la fiducia riposta nella figura istituzionale del presidente e nel ruolo che la Basilicata è chiamata a svolgere nel rafforzamento della governance multilivello europea. È un’opportunità importante per portare sui tavoli internazionali le istanze dei territori, delle comunità locali e delle regioni che, come la nostra, chiedono maggiore attenzione, autonomia responsabile e strumenti efficaci di cooperazione transfrontaliera”.  "Siamo certi che il presidente Bardi saprà rappresentare con autorevolezza e determinazione gli interessi della nostra regione, rafforzandone il profilo istituzionale e il peso politico nello scenario europeo”, conclude il consigliere regionale.

Potenza, 9 gennaio 2026 – “Ci sono momenti nella vita delle istituzioni in cui non basta amministrare l’esistente o governare l’urgenza. Sono i momenti in cui la politica è chiamata a leggere il tempo storico e ad assumersene la responsabilità”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale Mario Polese, capogruppo di Orgoglio Lucano – Italia Viva, intervenendo in Consiglio regionale sulla relazione dell’assessore allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo su crisi industriali di Stellantis e polo del mobile imbottito.Secondo Polese, la relazione dell’assessore ha il merito di collocare la Basilicata dentro un quadro più ampio, europeo e strutturale, evitando sia la drammatizzazione e sia la rimozione dei problemi. “Non siamo di fronte a una crisi congiunturale – ha sottolineato – ma a un vero e proprio cambiamento di fase che investe tecnologie, fonti energetiche, catene del valore e rapporto tra industria e territorio”.In questo contesto, il consigliere regionale ha richiamato il ruolo di responsabilità dell’istituzione consiliare: “Di fronte a trasformazioni di questa portata, la semplificazione polemica può produrre consenso immediato, ma non governa la complessità e non costruisce futuro. La denuncia senza proposta e l’allarme senza visione non sono una risposta adeguata”.

Polese ha ripercorso la storia industriale della Basilicata, riconoscendo i risultati ottenuti ma anche le fragilità strutturali emerse nel tempo. “La crescita industriale ha prodotto lavoro e competenze, In questo quadro, lo stabilimento di Melfi resta «un’infrastruttura strategica, non solo produttiva ma anche sociale e formativa, il cui patrimonio umano non può essere dato per scontato”.Pur valutando positivamente le nuove produzioni elettriche e ibride, il capogruppo di Orgoglio Lucano – Italia Viva, ha messo in guardia dal confondere la continuità produttiva con una strategia di lungo periodo: “In questa fase la stabilità non coincide automaticamente con la sicurezza”. Le difficoltà dell’indotto automotive, della logistica e del mobile imbottito, ha spiegato, “sono manifestazioni diverse di una stessa questione strutturale”. Da qui l’individuazione di una grande opportunità per la Regione: la transizione energetica. “Non è solo una cornice normativa europea – ha affermato – ma un terreno sul quale la Basilicata parte da una posizione di vantaggio competitivo riconosciuta a livello nazionale ed europeo. Produciamo energia, abbiamo competenze, infrastrutture e know - how». La sfida politica, secondo Polese, è trasformare questo vantaggio in valore industriale e occupazione stabile: “Usare l’energia non come rendita, ma come leva strategica per l’industria, l’innovazione e la competitività. Fare della Basilicata un luogo dove la transizione non si subisce, ma si governa”.In quest’ottica, il consigliere ha proposto di compiere un passo ulteriore: “Trasformare l’area di crisi industriale complessa in una vera transizione industriale ed energetica, non più pensata solo per gestire le difficoltà, ma per costruire nuove traiettorie di sviluppo”. Un’area nella quale concentrare politiche industriali, formazione, ricerca, infrastrutture ed energia, attraverso un patto stabile tra Regione, Governo, imprese, parti sociali e sistema della conoscenza. Il riconoscimento nazionale dell’area di crisi, ha precisato Polese, “non deve essere letto come una certificazione di debolezza, ma come uno strumento di responsabilità istituzionale”. Gli ammortizzatori sociali restano indispensabili, ma “non possono diventare l’orizzonte della politica economica: servono a guadagnare tempo, e il tempo pubblico va orientato”.

“La scelta che oggi abbiamo davanti – ha concluso – è prima di tutto politica: decidere se restare un territorio dipendente da decisioni esterne o costruire una nostra capacità generativa. Affiancare all’automotive nuove filiere, usare il patrimonio energetico come leva strategica e investire in infrastrutture come parte di un disegno unitario non sono opzioni tecniche, ma scelte di visione”.

“Come Orgoglio Lucano – Italia Viva intendiamo stare dentro questa responsabilità, con serietà, continuità e senso del limite, perché nessuna transizione è giusta se scarica i suoi costi su chi lavora e nessuna politica industriale è credibile se cambia direzione a ogni stagione”.

 


 



 

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