La cronologia delle tappe

Ecco perchè questa scoperta può diventare la cura definitiva


8 Maggio 2020

liberoquotidiano.it

Coronavirus, il professor Venturi: "Trovata la terapia, 48 pazienti tutti guariti"

I risultati della ricerca verranno ufficialmente presentati lunedì, ma qualcosa si può anticipare: a quanto pare le voci sono tutte vere. Le trasfusioni di “plasma iperimmune” funzionano contro il Covid-19, costano poco e soprattutto ora è stato trovato un modo per farne su vasta scala. A spiegarlo è Alessandro Venturi, presidente del San Matteo di Pavia, ovvero l’ospedale che ha avuto in cura il “paziente 1” di Codogno e che già nei primi giorni di marzo ha iniziato a sperimentare il nuovo metodo (che in realtà è vecchio, per altre patologie viene usato dall’inizio del secolo scorso). Venturi non riesce a comprendere le polemiche nate sugli studi dei suoi medici: «Forse il fatto è che, mentre tanti virologi andavano in televisione, noi eravamo in laboratorio a lavorare», dice, «magari se questa ricerca l’avessero fatta altri le cose sarebbero andate in maniera diversa, questo è un paese di campanili…».

Leggi tutto


8 Maggio 2020

umbria24.it

Virus, via a selezioni in Umbria per la plasmaterapia. Test e tamponi, la strategia

La selezione dei donatori che saranno sottoposti alla plasmaterapia partirà la prossima settimana o al massimo entro quella successiva. Ad annunciarlo, venerdì mattina durante una videoconferenza stampa che si è tenuta in Regione, è stato il dottor Mauro Marchesi, coordinatore del Centro regionale sangue. Il protocollo è stato firmato giovedì e nella stesse ore è arrivato il macchinario «Intercept», necessario per la inattivazione del plasma. «Teoricamente – ha detto Marchesi – si tratta di una delle terapie più adeguate per la cura». I possibili donatori si sono già fatti avanti e i centri clinici interessati saranno quelli degli ospedali di Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello e Branca.

Leggi tutto


7 Maggio 2020

Michele Emiliano

È partita in Puglia la sperimentazione per la immunoterapia passiva con plasma raccolto da pazienti guariti dal Covid-19. I primi 14 campioni di siero/plasma prelevati dai pazienti/donatori guariti dal Covid-19 sono stati inviati in laboratorio, entro una settimana sarà trasmesso l’esito del titolo di anticorpi neutralizzanti, ovvero la quantità di anticorpi anti-SARS-CoV-2 “attivi”: è questo un dato indispensabile per stabilire l'idoneità dei soggetti alla donazione. In caso di esito positivo saranno progressivamente riconvocati dal centro trasfusionale per il prelievo/donazione di plasma in aferesi. E potremo procedere con la sperimentazione della cura sui pazienti Covid pugliesi con forme moderate/severe. Grazie ancora a tutti coloro che stanno donando il plasma. Un piccolo gesto di enorme importanza per tutt

Leggi tutto


7 Maggio 2020

insanitas.it

Al via anche al Policlinico di Palermo la terapia al plasma iperimmune

Entro la prossima settimana sarà avviata al Policlinico di Palermo l’utilizzo sperimentale del Plasma iperimmune, è infatti arrivato l’ok del comitato etico che di fatto consente l’utilizzo del siero ricco di anticorpi, estratto da pazienti guariti dal Covid 19 ed infuso nei pazienti con quadri clinici preoccupanti. Per produrre il siero sarà impegnata l’unità immunotrasfusionale del Policlinico universitario di Palermo. Sarà necessario innanzitutto cominciare a raccogliere il plasma dai donatori, cioè degli 850 pazienti siciliani guariti. Meglio, dicono gli esperti, se viene utilizzato il sangue di chi è guarito da pochi giorni. Proprio tra loro si cercheranno i volontari per estrarre il sangue e produrre il siero in laboratorio. I risultati che si stanno ottenendo con questa strategia a Pavia, Mantova, Bolzano e Padova sono incoraggianti ma, al di là dell’articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, non ci sono ancora evidenze scientifiche sull’affidabilità della terapia che, però, è seguita con crescente attenzione anche dall’istituto superiore della Sanità

Leggi tutto


7 Maggio 2020

open.online

Coronavirus, in Veneto nasce la prima banca del sangue dei pazienti guariti. Zaia: «Servono donatori»

Dall’ospedale di Padova risultati incoraggianti sui 12 pazienti curati con la terapia sierologica. «Se i miei clinici dicono che i pazienti aprono gli occhi con questa terapia io ho l’obbligo morale di andare fino in fondo», commenta Zaia Coronavirus in Italia: ultime notizie in diretta Dopo i test a campione e il modello di Vo’ Euganeo, il Veneto ora fa un appello ai suoi 3.600 guariti dal Covid per la donazione del plasma. Con i risultati positivi arrivati dalla sperimentazione su 12 pazienti all’azienda ospedaliera di Padova, il governatore della Regione Luca Zaia ha annunciato ieri la creazione della prima banca del plasma dei pazienti guariti dal Coronavirus.

Leggi tutto


6 Maggio 2020

Davide Serra | Twitter

Plasma costa molto poco e puo’ curare. Lo stanno usando con successo anche in Paesi emergenti. Come con Ebola. Nessuno ci guadagnera delle Case Farmaceutiche ma iniziamo a farne il piu possibile per salvare chi si ammala !

Leggi tutto


5 Maggio 2020

Il Mattino

Coronavirus a Napoli, anche al Cotugno parte la cura ​con plasma iperimmune dei guariti

Plasma iperimmune nella cura dei pazienti affetti da Coronavirus: entro questa settimana sarà avviato al Cotugno l’utilizzo sperimentale del siero ricco di anticorpi estratto da pazienti guariti dal Covid. I risultati che si stanno ottenendo con questa strategia al San Matteo di Pavia, all’ospedale di Mantova, in quello di Bolzano e ora anche a Padova - peraltro suggerita dal primario emerito del Cotugno Giulio Tarro sin dall’esordio dei primi casi di Sars Cov 2 in Italia - sono eclatanti. Nella città veneta su 11 malati in fase critica sottoposti a questa cura tutti hanno avuto una remissione della malattia nell’arco dei successivi due giorni. A Napoli si viaggia con molto ritardo: la richiesta dei clinici del Cotugno - segnatamente di Fiorentino Fragranza, direttore della Rianimazione, di Roberto Parrella a capo dell’unità complessa di Malattie infettive ad indirizzo respiratorio e di Rodolfo Punzi, direttore del dipartimento di Urgenze infettivologiche risale addirittura alla metà di marzo. Lo scoglio da superare? Il parere (obbligatorio) del Comitato etico.

Leggi tutto


5 Maggio 2020

Terapia al plasma in Basilicata, perché aspettare ancora?

Sono settimane che ho chiesto alla regione Basilicata di avviare una sperimentazione sulla terapia al plasma...cosa si sta aspettando?

Leggi tutto


4 Maggio 2020

LA TESTIMONIANZA

“Io incinta guarita dal Covid: la terapia al plasma ha salvato me e mia figlia” ►

Leggi tutto


3 Maggio 2020

mantovauno.it

La terapia del plasma del Poma approda all’Onu e tra lo staff del governo Usa

I successi dell’ospedale Carlo Poma con la terapia del plasma iperimmune per i malati di covid approdano oltre Atlantico e arrivano nientedimeno che alle Nazioni Unite e tra i più stretti collaboratori del Governo Usa.

Leggi tutto


3 Maggio 2020

mariopolese.it

Non perdere più tempo: sperimentare subito in Basilicata plasma guariti da Covid su malati

“Peccato aver perso già un mese in Basilicata sull'utilizzo del plasma dei guariti per curare i pazienti affetti da Covid 19”. Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Mario Polese di Italia Viva che ricorda:

“Era il 6 marzo scorso quando chiesi alla Task Force regionale di avviare immediatamente procedure di prelievo ematico sui nostri pazienti guariti lucani, previo riscontro di doppio tampone negativo, con successiva estrazione del plasma, controllo infettivologico di rito e allestimento di sacche da utilizzare immediatamente su pazienti ricoverati. La mia proposta nasceva in virtù delle novità scientifiche pubblicate su autorevoli riviste scientifiche internazionali, di mettere in atto protocolli, tra l'altro approvati dalla Commissione Fda degli Usa. Purtroppo in Basilicata tutto è caduto nel silenzio nonostante la stessa idea fosse poi ripresa da altre regioni che in questo periodo hanno ottenuto eccellenti risultati”.

“In particolare la sperimentazione avviata nelle scorse settimana sul plasma dei guariti - sottolinea il vicepresidente del Consiglio regionale - avviata dal Policlinico San Matteo di Pavia e dall'ospedale Carlo Poma di Mantova ha dato, secondo quanto spiegato dal responsabile dell'Immunoematologia e Medicina trasfusionale del Poma, Massimo Franchini, risultati straordinari”. “Pertanto, considerato che per ottenere i vaccini, unica vera strada per sconfiggere il Covid 19, serviranno ancora mesi torno a chiedere al presidente della Regione, Vito Bardi e al responsabile della Task force regionale Ernesto Esposito, di attivare le procedure per iniziare le procedure di trasfusione di plasma da guariti anche in Basilicata senza più ulteriori rinvii”, conclude Polese.

Leggi Tutto


2 Maggio 2020

mediaset.it

Coronavirus, il ‘plasma iperimmune' e lo scontro tra Burioni e il primario di Mantova

All’ospedale di Mantova si lavora a una possibile terapia per il coronavirus usando il plasma dei pazienti già guariti dal COVID-19. In un video sul suo sito il professor Burioni parla dei pro e dei contro di questa cura, ma il primario di pneumologia del Carlo Poma di Mantova lo ha attaccato su Facebook: ecco qual è l’oggetto della contesa Il plasma dei guariti dal coronavirus può curare i malati di COVID-19? E’ la teoria su cui stanno lavorando al Carlo Poma di Mantova e al policlinico San Matteo di Pavia. I due ospedali lombardi hanno concluso da pochi giorni la sperimentazione e “i risultati visti nei casi singoli sono stati sorprendenti”, dice il responsabile dell'Immunoematologia e Medicina trasfusionale del Poma. Intorno a questa possibile cura per il coronavirus si è scatenata una lotta sui social tra Roberto Burioni e il primario di pneumologia dell’ospedale di Mantova, il dottor Giuseppe De Donno. Ma andiamo con ordine: cos’è la terapia in discussione? Secondo molti ricercatori una possibile cura per i pazienti affetti da una forma severa di COVID-19 sarebbe il trattamento con “plasma iperimmune”, cioè il plasma delle persone guarite dal coronavirus che è ricco di anticorpi contro la malattia. Questi anticorpi, iniettati nel sangue dei malati, aiuterebbero il corpo a combattere il virus. Non esiste ancora certezza assoluta che questa cura possa essere efficace, ma gli ospedali di Pavia e Mantova hanno appena concluso una sperimentazione che avrebbe portato a esiti molto soddisfacenti: "I risultati visti nei casi singoli sono stati sorprendenti”, dice Massimo Franchini, responsabile dell'Immunoematologia e Medicina trasfusionale del Poma di Mantova. “Ora con i colleghi di Pavia stiamo riesaminando tutti i casi, valutando la risposta clinica e strumentale, per trarre delle conclusioni generali su questa che è una terapia specifica contro COVID-19". Una possibile terapia di cui si sta parlando molto in rete, e che ha dato adito anche una bufala secondo cui si rischierebbe di contrarre altre malattie: “Il plasma prodotto in questo modo è sicuro e la possibilità che trasmetta malattie infettive è pari a zero”, specifica Franchini. Che poi aggiunge: "Si tratta di una terapia di emergenza, ma noi non abbiamo realizzato un protocollo d'emergenza: si tratta di un lavoro rigoroso che segue le indicazioni del Centro nazionale sangue. Il risultato è una terapia specifica e mirata, all'insegna della massima sicurezza". In attesa di un vaccino sembra che i risultati ottenuti finora siano molto importanti. Perché allora s’è scatenata una polemica con Roberto Burioni? Il noto virologo il 29 aprile ha pubblicato un video sul suo blog MedicalFacts, in cui ha commentato la terapia col plasma. Tra le varie cose che ha detto Burioni afferma che “è qualcosa di serio e già utilizzato”. Insomma, il professore conferma che non stiamo parlando di una qualche strana terapia. Però poi aggiunge che “non è nulla di nuovo”, perché in passato anche altre malattie sono state trattate in modo simile. Inoltre, racconta Burioni, già in Cina si è sperimentata questa terapia. “Una prospettiva interessante, ma d’emergenza. Non può essere utilizzata ad ampio spettro”, dice. Ricordando poi tutte le necessarie precauzioni e protocolli da rispettare. E poi aggiunge: “(Questa cura) diventa interessantissima nel momento in cui riusciremo a stabilire con certezza che utilizzare i sieri dei guariti fa bene, perché avremo aperta una porta eccezionale per una terapia modernissima: un siero artificiale” prodotto in laboratorio. Parole insomma tutto sommato positive verso gli studi e le sperimentazioni sulle cure con il plasma, che però a qualcuno non sono andate giù. Parliamo del dottor Giuseppe De Donno, primario di pneumologia del Carlo Poma di Mantova. Il medico infatti ha attaccato frontalmente Burioni su Facebook: “Il signor scienziato, quello che nonostante avesse detto che il coronavirus non sarebbe mai arrivato in Italia, si è accorto in ritardo del plasma iperimmune”, scrive in un post. “Forse il prof non sa cosa è il test di neutralizzazione. Forse non conosce le metodiche di controllo del plasma. Visto che noi abbiamo il supporto di AVIS glielo perdono. Io piccolo pneumologo di periferia. Io che non sono mai stato invitato da Fazio o da Vespa. Ora, ci andrà lui a parlare di plasma iperimmune. Ed io e Franchini alzeremo le spalle, perché.... importante è salvare vite! Buona vita, quindi, prof Burioni. Le abbiamo dato modo di discutere un altro po’. I miei pazienti ringraziano”. E poi una postilla, che sembra suonare come un’accusa: “PS: vedo che si sta già arrovellando a come fare per trasformare una donazione democratica e gratuita in una ‘cosa’ sintetizzata da una casa farmaceutica. Non siamo mammalucchi!”, conclude. Non sappiamo a cosa De Donno intendesse alludere: quello che sappiamo per certo è che se il plasma iperimmune sarà confermato come terapia valida, ci sarebbe una nuova e formidabile arma nella lotta contro il coronavirus.

Leggi tutto


30 Aprile 2020

repubblica.it

Coronavirus, è confermato: tutti i pazienti guariti sviluppano gli anticorpi

La notizia arriva via Twitter da Roberto Burioni, con tanto di tabella che conferma: chi guarisce da Covid-19 sviluppa anticorpi. In quantità diverse, ma li produce. "Seppure in quantità variabili - twitta - i pazienti guariti da Covid-19 producono anticorpi contro il virus. Questo è bene perché rende affidabile la diagnosi sierologica e, se gli anticorpi fossero proteggenti, promette bene per l'immunità". E linka lo studio cinese su Nature Medicine, che conferma: a 19 giorni dai sintomi il 100 per cento dei pazienti esaminati (285) avevano sviluppato le IgG contro Sars-CoV-2. Con livelli diversi, ai quali peraltro - precisano gli autori - non corrispondevano particolari caratteristiche cliniche dei pazienti.

Leggi tutto


28 Aprile 2020

lastampa.it

Coronavirus, funziona la cura con il plasma dei pazienti guariti all’ospedale Maggiore

Importanti risultati dalla cura con il plasma dei pazienti guariti dal Covid-19, sperimentata all'Aou di Novara dal 15 aprile. Il plasma prelevato dal primo donatore e trasfuso a una persona in terapia intensiva ha funzionato fin dalla prima trasfusione e il paziente ha lasciato la Rianimazione. La sperimentazione, seguendo un protocollo pensato al policlinico San Matteo di Pavia, è stata avviata dal Servizio di medicina trasfusionale, diretto da Gennaro Mascaro. Al momento sono otto i guariti che hanno donato il loro plasma, che sarà utilizzato in altrettanti pazienti che dimostreranno compatibilità.

Leggi tutto


28 Aprile 2020

adnkronos.com

Coronavirus, cura con plasma guariti. Medici 'ottimisti'

Tra cautela e ottimismo "si è conclusa da pochi giorni" la sperimentazione sul plasma dei guariti per trattare i pazienti con Covid-19, avviata dal Policlinico San Matteo di Pavia e dall'Ospedale Carlo Poma di Mantova. "I risultati visti nei casi singoli sono stati sorprendenti. Ora con i colleghi di Pavia stiamo riesaminando tutti i casi, valutando la risposta clinica e strumentale, per trarre delle conclusioni generali su questa che è una terapia specifica contro Covid-19". Lo spiega all'Adnkronos Salute Massimo Franchini, responsabile dell'Immunoematologia e Medicina trasfusionale del Poma, impegnato "nel primo protocollo sul plasma dei guariti da Covid-19 a essersi concluso". Sono diversi i trial in corso a livello internazionale sulla potenzialità di questo approccio - usato anche contro Ebola - per aiutare i pazienti con Covid-19. Nei giorni scorsi sono stati riportati risultati positivi su alcuni medici di Mantova e una donna in gravidanza, trattata con il plasma, "ma occorre un'analisi completa su tutti i pazienti prima di trarre le conclusioni". A Mantova questo approccio è stato sperimentato "su 25 pazienti". Un lavoro "impegnativo, a partire dalla selezione dei donatori: da 100 potenziali candidati non ne ricaviamo più di 30 adatti - racconta Franchini - Questo perché dobbiamo avere pazienti guariti da almeno 2 settimane e con tamponi negativi, che non abbiamo co-morbidità e siano idonei a donare il plasma. Insomma, devono essere persone sane, che hanno contratto Covid-19 e sono guarite; inoltre devono avere un livello di anticorpi sufficiente per la donazione". La selezione dei pazienti prevede "un lavoro certosino, con una serie di esami per assicurare la sicurezza del plasma". Franchini sottolinea che, al contrario "di alcune bufale" che circolano, "il plasma prodotto in questo modo è sicuro e la possibilità che trasmetta malattie infettive è pari a zero". Il 50% dei donatori selezionati "in realtà è composto da donatori abituali di sangue, che si sono ammalati di Covid-19 e sono guariti", aggiunge lo specialista. "Si tratta di una terapia di emergenza, ma - precisa - noi non abbiamo realizzato un protocollo d'emergenza: si tratta di un lavoro rigoroso che segue le indicazioni del Centro nazionale sangue. Il risultato è una terapia specifica e mirata, all'insegna della massima sicurezza", rivendica Franchini.

Leggi tutto


27 Aprile 2020

donatorih24.it

Terapia al plasma iperimmune, De Donno: “A Mantova non ci sono più decessi da un mese, ma non lo sa nessuno”

Mentre in Italia continuano ad essere centinaia i decessi che avvengono giornalmente a causa del Covid-19, a Mantova, dove la nuova ricerca con il plasma iperimmune è applicata su alcune decine di pazienti, non ci sono più decessi. “Non abbiamo un decesso da un mese. I dati sono splendidi. La terapia funziona, ma non lo sa nessuno” Giuseppe De Donno, direttore di Pneumologia e Terapia intensiva respiratoria del Carlo Poma di Mantova che in prima linea ha applicato la terapia con il plasma iperimmune sui pazienti affetti da gravi forme di Covid, indica il risultato di una ricerca che è stata sottovalutata dall’intero sistema scientifico e mediatico. Il dottore spiega: “Tutti i giorni in tv ascoltiamo chi negava che il Coronavirus potesse arrivare in Italia o parlava di influenza o che colpiva solo gli anziani. Gli unici che ci capiscono qualcosa lavorano ventre a terra dal primo giorno dell’epidemia e non hanno il tempo di vivere in televisione. Hanno inventato questa terapia fantastica ma purtroppo lo spazio avuto fino ad ora sui media è esiguo”.

Leggi tutto


6 Aprile 2020

startmag.it

Chi e dove sperimenta il plasma per la cura anti Covid-19

Toscana, Lazio, Campania, Marche e Molise sperimenteranno il plasma dei pazienti guariti da Covid-19 per la cura degli infetti Tra le varie proposte di trattamento per l’infezione da Covid-19 si guarda, in Italia, al plasma dei pazienti già guariti dal Coronavirus. Il progetto di sperimentazione partirà nei prossimi giorni in Toscana, Lazio, Campania, Marche e Molise e ha già ricevuto la benedizione del Cnt-Centro nazionale sangue.

Leggi tutto



© 2017 @mariopolese