#COSECONCRETE

Grazie! Siamo una grande comunità…una comunità “audace” in un momento così difficile per la politica. Tanto calore, è segno di audacia.

Emmanuel Macron: Vince l’audacia

a) Prendiamo a modello la Francia, e quell’audacia della speranza che ha avuto nel fare una scommessa sul suo futuro. La Francia colpita al cuore dal terrorismo, la Francia quinta potenza economica del mondo che viveva sulla sua pelle le conseguenze della crisi economica mondiale, che non credeva più in sé stessa e sembrava non volere altro futuro se non il proprio passato, questa Francia ha scelto di eleggere un presidente di 39 anni che un anno fa si è messo in testa di ridisegnare la geografia politica nazionale ed internazionale restituendo coraggio, autostima ed energia con una campagna audace sull’unità europea. Emmanuel Macron con il suo movimento politico En marche, vince le elezioni contro la destra populista della Le Pen e ridà una speranza a tutti noi cittadini europei.

b) La Francia oggi ci indica un’altra via e offre un orizzonte alle nuove classi medie urbane che sono i battaglioni della democrazia, che hanno vissuto le rivoluzioni arabe e manifestato contro Putin, Trump ed Erdoğan, che oggi sono allo sbando ma che presto governeranno grazie al cambio generazionale ormai, non più rinviabile.

c) In Francia, in Olanda, in Belgio, in Spagna, in Grecia, vince un modello di società aperta, vince la speranza contro la paura, vince l’ottimismo ostinato dei progressisti e vincono le forze politiche che hanno saputo meglio interpretare questa sfida.

d) Perché oltre la demagogia e gli slogan, le fake news e i trolls dei social network poi c’è il governo, ed è lì che una classe dirigente si misura. E’ nella responsabilità del governo della cosa pubblica che si determina l’efficacia dell’azione politica, e lì i social network non bastano. Possono consolare i tifosi, ma non risolvono i problemi urgenti del paese reale. E lo vediamo tutti i giorni, in Italia.

 

Cosa succede in Italia? Ai populismi rispondiamo con la popolarità

a)Lo dice il presidente del Senato, Pietro Grasso, che nell’augurare buon lavoro a Macron ha ben sottolineato come la sua elezione dia l’esatta misura di come si possa non cedere alle lusinghe del populismo e convincere gli elettori per un’Europa unita. Una lezione che deve far riflettere tutti, soprattutto l’Italia.
Qual è questa lezione? Il voto è un vero referendum per l'Europa, e Macron vince proprio per non avere inseguito i populisti. Anzi, il nuovo presidente francese li ha sfidati apertamente sull’europeismo, sulla costruzione di una società aperta che non alza muri ma che vuole costruire ponti di dialogo come afferma Papa Francesco e come da tempo prova a fare Gianni Pittella nel suo ruolo di Capogruppo del PSE. Ma per realizzare tutto ciò, è chiaro, questa Europa non basta.
E qui da noi? In Italia? Diciamoci la verità guardandoci negli occhi: vale davvero la pena di fare a gara con Grillo e Salvini sull'anti europeismo, sul pericoloso populismo con la sola conseguenza di portare loro ulteriori consensi?

b)Noi dobbiamo essere altro. Noi siamo altro e dobbiamo saperlo dimostrare, con forza e con più coraggio. Prendiamo ad esempio la questione dei vaccini. Gli imprenditori della paura, che vogliono farci tornare nel medioevo, stanno costruendo una montagna di falsità e pericolosissime bugie contro l’uso dei vaccini. Ma vi pare mai possibile che nel 2017 l’Italia sia stata inserita dagli Stati Uniti nell’elenco dei paesi a rischio morbillo?
Le falsità dette, la propaganda antiscientifica non conosce più limiti. Mentre dal blog e in televisione i cinque stelle spaventano i cittadini, i nostri bambini, il nostro futuro, si ammalano mettendo a rischio la loro vita.

c)Allora il miglior antidoto alla crescita dei populismi nelle democrazie occidentali è investire nel merito e nelle competenze perché credo che le prossime elezioni italiane saranno il primo vero banco di prova del nuovo paradigma politico secondo cui la contrapposizione oggi è tra sovranisti e globalisti. I 5 stelle ci stanno dimostrando che sono tutto e il contrario di tutto. Candidati sindaci eletti con 20 click, polizze assicurative e Roma, capitale d’Italia, in ginocchio. La verità è un’altra: il Movimento 5 Stelle non ha una visione politica del futuro e ne capacità di governo e nell’impossibilità di produrla si appella al web. Ma il web è una bestia pericolosa. Noi siamo diversi. E lo dimostrano i fatti, lo stare con la gente e non dietro una tastiera. Il non puntare soltanto il dito ma fare #coseconcrete. Noi rispondiamo al populismo con la popolarità. E pensiamo sia meglio sbagliare piuttosto che temere di fare. Ma quello che manca soprattutto ai grillini, come hanno dimostrato rinunciando alle Olimpiadi a Roma, è la capacità di sognare e riuscire a far sognare, e smuovere così le energie che pure esistono per far tornare l’Italia ad essere il Bel Paese cantato da Goethe, il paese dell’ arte certo, ma anche della creatività applicata all’impresa, alla scienza, al ben vivere. L’ideogramma giapponese che rappresenta l’Italia vuol dire “Paese delle idee”, perché riconoscono in noi il più grande giacimento culturale e creativo che ci sia al mondo.
Dobbiamo battere allora la propensione alla fuga dalla realtà che è molto radicata nel paese anche per effetto dei decenni di spesa pubblica incontrollata. Il Pd, le forze responsabili devono essere l’esatto contrario.

d)E lo abbiamo dimostrato in questi tre anni di Governo Nazionale con la legge sul dopo di noi, sul caporalato, sull’anticorruzione e l’omicidio stradale. E con la legge sulle Unioni civili abbiamo finalmente colmato un gap di 30 anni, uno dei fiori all'occhiello di questo Governo. Ma ancora: l’abolizione della tassa sulla prima casa, Imu e tasi, la Riforma del Terzo Settore e il Bonus bebè di 960 euro l'anno per ogni nuovo nato per 3 anni, che ha già superato le 100.000 richieste nel giro di due giorni. Se penso alla cultura non posso non citare il miliardo per Pompei e la Reggia di Caserta nonché i 500 euro da spendere per attività culturali.

 

La Basilicata da fanalino di coda a vettore del Mezzogiorno.
Un Sud che sta cambiando

a)Stiamo provando a liberarci, una volta per tutte, dalla solita retorica che ingabbia il Sud in vecchi e consumati stereotipi. Tante le risorse umane e immateriali, tanta la voglia di lavorare e rimboccarsi le maniche, come dimostrano i dati. Lasciamo ad altri la melina del Sud confinato in uno spazio di marginalità e che deve riscattarsi perché la rinascita è già in atto.

b)Quando la Apple decide di fare l'Academy a Napoli lo fa perché il governo spinge ma soprattutto perché ama questo territorio e così anche Cisco. Lo stesso ha fatto la Coca-Cola nella nostra Regione. E ancora il G7 a Matera la settimana scorsa. Che bello vedere i grandi del mondo che fotografano la nostra bellezza e l’accoglienza calorosa a loro riservata. Perché la nostra bellezza non è solo poetica, ma è forte. E’ emotivamente forte!

c)La Basilicata, in questa consiliatura, da fanalino di coda è diventata motore del Mezzogiorno ed i numeri lo testimoniano. La nostra regione ha inoltre provato, con successo, a valorizzare cultura e turismo, incrementando il numero dei posti letto e conquistando nel 2016 oltre 2 milioni di turisti, non attratti solo da Matera. Anche Potenza, città non notoriamente turistica, ma votata a fornire servizi, ha guadagnato, negli ultimi 12 mesi, oltre il 4 per cento di maggiore presenza. E non voglio parlare di Maratea, perché mi direste che sono di parte! Sulla digitalizzazione scolastica siamo secondi solo al Friuli: non meno del 40-50 per cento degli istituti lucani, sarà scuola 2.0. E’ la Basilicata capitale delle star up, ne vogliamo parlare?

 

Creare rete di eccellenze, il futuro del PostPetrolio

a)Se invece penso alle nostre risorse naturali non posso non fare un accenno al petrolio. La mia posizione è sempre la stessa, da prima che fossi eletto in Consiglio Regionale, non è mai cambiata. Al netto dei travisamenti, che a volte certa stampa ha strumentalmente messo in atto, sono e sarò sempre per la tutela della salute e dell’ambiente come punti prioritari e assoluti che non si negoziano. Il governo regionale, dal canto suo, lo ha ulteriormente chiarito con la sospensione del Cova. Ha avuto coraggio Marcello!

b)C’è poi un altro tema, per me molto significativo, e che riguarda le royalties e il loro utilizzo, tanto in capo alla Regione quanto ai Comuni, ove si è assistito ad eccessi di spesa peraltro non percepiti dai cittadini e non più tollerabili. Ora, cosa è accaduto negli ultimi dieci anni, come tenere insieme il giusto ristoro di chi subisce maggior disagio, cioè il territorio della Val d’Agri, con i principi di coesione territoriale che dovrebbero animare una regione piccola come la nostra? Che qualità della spesa c’è stata? Che cosa accadrà quando il petrolio finirà? Il Petrolio così come l'acqua è una risorsa il cui utilizzo ha consentito la tenuta economica e quindi sociale della Basilicata negli ultimi 20 anni: sanità, università, vie blu, grandi attrattori. Certamente queste sono spese correnti e non investimenti ma sono spese, come dicevo, che soddisfano le esigenze minime di una popolazione e non possiamo ipocritamente dimenticarlo!

c)Ma quello che potrebbe essere una novità e un'idea forte per rendere il territorio attrattivo per i nuovi investimenti industriali è la previsione di fiscalità e servizi di vantaggio ad imprese che si impegnino ad investire nella Green economy o nella economia circolare. E su questo che dobbiamo discutere e trovare soluzioni progettuali efficaci che qualcuno sta già provando a mettere in campo: ne cito uno che mi ha colpito: Lumacamente.
Domenico e Veronica che da Roma hanno deciso di rientrare in Basilicata perché Domenico di origini lucana riceve diversi ettari di terreno in eredità coniugando passione tradizione ed innovazione; i due ragazzi mettono su uno tra i più grandi allevamenti di lumache del Mezzogiorno, assumono altri giovani ne formano altri ancora per fare lo stesso tipo di auto impresa e si cimentano non solo nel mercato gastronomico ma anche in quello farmacologico e della cosmesi. Quante realtà simili ci sono e che non conosciamo? Scopriamole, scoviamole e portiamole alla luce. Questo sarà uno dei miei impegni nei prossimi mesi.

 

Nuovi orizzonti, perché Basilicata+

a)Ma come si fa a mettere quel segno più? Io, in questi 3 anni, ho sempre ritenuto che questa positività si costruisca investendo sempre di più nel sociale per superare le diseguaglianze e consentire a tutti le stesse opportunità. Sottolineo che in Basilicata esistono tantissime realtà sociali, che hanno eco anche a livello nazionale ed è nostro compito prendercene cura ed accompagnarle fin dove è possibile. Molte mi hanno coadiuvato nel mio percorso legislativo, come nel caso della legge regionale contro lo spreco alimentare nata proprio da un lavoro di squadra con i protagonisti del Terzo Settore. Oggi questa legge, oltre a contare un primato nel Sud, ha anticipato il governo nazionale di due anni. E qui lancio una proposta concreta: proporre la raccolta delle eccedenze alimentari negli oltre 300 eventi che la regione finanzia ogni anno.

b)Penso poi alle altre iniziative, al supporto fornito alle associazioni che si impegnano nella promozione del dono del sangue, risorsa essenziale per il nostro sistema sanitario, o ai bandi rivolti ai giovani professionisti con il pacchetto Creopportunità. O ancora alla difesa dei diritti delle persone LGBT con la mozione Ready. Nel corso della manifestazione di oggi abbiamo visto assieme la legge sull’applicazione del principio di Sussidiarietà, nata in collaborazione con i Lions Club lucani, la pdl sul bullismo e sul mobbing. Ma ci sono proposte di legge ancora in cantiere sulla donazione del latte materno, sulla psicologia scolastica che vedranno la loro approvazione definitiva nel prossimo finanziamento in bilancio. Agire nel sociale non rappresenta solo un donarsi all’altro, ma può anche essere una splendida opportunità di realizzazione personale e lavorativa. E poi Potenza.

c)Chi avrebbe mai immaginato il capodanno Rai in diretta a Piazza Prefettura? Chi avrebbe mai immaginato il Pride a Potenza? Potenza non è più la periferia dello scontento meridionale, ma è una città viva, coraggiosa, visibile. Occorre ripensare la Città, avere un progetto per il futuro che sia in grado di ricucire quel distacco tra un Centro storico che soffre vistosamente ed una Periferia che cresce disordinatamente, occorre recuperare un percorso condiviso di crescita diffusa, mettendo in connessione con la Città le sue tante risorse, in primis Università ed Ospedale: due beni preziosi che sono di tutti i lucani e che possono davvero diventare due poli di attrazione anche al di fuori dei nostri confini, se sapremo creare delle vere eccellenze.

d)E allora tutti gli investimenti regionali sulla città stanno finalmente portando quella linfa vitale che ci fotografano una Potenza+. Questa stessa vitalità, questa energia deve però trovare uno sbocco. E allora perchè non pensare anche a Melfi+, Matera+, Policoro+ , Venosa+ . Tutti i grandi centri urbani dovrebbero mettere in primo piano le loro menti migliori e best practice per offrirle al contributo della Basilicata intera. Girando il territorio, tantissime sono le testimonianze raccolte. Creiamo la rete delle eccellenze. La rigenerazione urbana è innanzitutto cultura come dice il mio amico Sergio Ragone nel suo libro “Potenza visibile” che consiglio di leggere.

e)Ma ancora di più, si potrebbe audacemente pensare, di continuare a fare della Basilicata un polo d’attrazione proprio per le eccellenze internazionali. Ospitare nei nostri centri artisti, compositori, scrittori. Pensiamo a quello che ha significato il commissario Montalbano per il turismo in Sicilia, oppure al cineturismo che si è sviluppato a Matera con le grandi pellicole cinematografiche, oppure con le fiction televisive come “Sorelle”, che ha portato un nuovo ed importante afflusso di turisti a Matera ma che ha permesso a molti giovani lucani di poter lavorare a stretto contatto con personalità del cinema e della cultura.

 

Prospettive: Il Partito dei sogni

a)Ritengo che il Partito democratico, dopo le primarie del 30 aprile, abbia una grande possibilità, forse l’ultima, unita ad una ritrovata capacità attrattiva, per tornare ai numeri delle europee del 2014. Il nostro consenso oggi, è superiore a quello che abbiamo registrato al momento della fuoriuscita di alcuni dirigenti. La mia generazione confluita nel PD e che ha quindi alla base una cultura realmente democratica, che supera le tradizionali impostazioni ideologiche fondative del nostro partito, trova solo in Matteo Renzi ed in Maurizio Martina risposte concrete ad un bisogno di politica giovane intellettualmente ma anche anagraficamente. Sono queste le caratteristiche che in un’epoca post-ideologica fanno la differenza in un partito che deve diventare un partito-movimento, una rete di associazioni e di focus tematici con una spiccata mobilità cognitiva. Un partito più tematico che territoriale, punta di diamante, polo attrattivo per tutte le altre realtà e sigle. C’è una generazione che non accetta più di stare dietro le quinte e vuole invece diventare protagonista. Confido molto anche nel portato di diversità che le altre due mozioni hanno aggiunto ad un partito che io non voglio mono pensiero perché la nostra forza è l’unità nella pluralità, oggi e nelle sfide che verranno. L’avversario che ci aspetta è lì fuori e si chiama paura, estremismo. Il nostro cammino è appena all’inizio.

b)Dobbiamo però fare i conti con l’epoca della post verità.
E’ un problema che esiste, molto grave, che coincide con una stagione della storia in cui qualcuno pensa che sia sufficiente far diventare virale un contenuto per far diventare vero quel contenuto. Sin troppo facile agire sull’immaginario collettivo alimentando angosce profonde e con esse risposte distruttive, intransigenti, di chiusura, piuttosto che agire nell’ottica della rete, della collaborazione, di sinergie costruttive. Ce lo insegna Gandhi ’Il vero nemico è la paura, noi pensiamo che sia odio, ma è solo paura’.

c)Noi dobbiamo dunque vincere la paura. Non dobbiamo farci sopraffare, tutto questo si vince solo agendo con il coraggio della verità, perché solo premiando il merito si potranno avere ricadute anche per chi ha “bisogno” riconoscendo e venendo incontro ai bisogni della collettività. Lo affermava Claudio Martelli quando parlava di alleanza tra “merito e bisogno” perché “le donne e gli uomini di merito, di talento, di capacità, sono le persone utili a sé e agli altri”, e lo si trova leggendo “Il potere dei senza potere”, di Vaclav Havel in cui si esorta a di riabilitare valori quali la fiducia, la sincerità, la responsabilità, la solidarietà, l’amore, in strutture aperte, dinamiche e piccole: “i legami umani”.

 

8 Chiusura: Coraggiosi e temerari

a)Chiudiamo quindi con la concretezza. Filo conduttore di questa serata. All’ingresso, qui in sala, avete ricevuto delle matite e un foglio. Vi chiedo di essere “Coraggiosi e temerari” con me stasera, e di esser protagonisti scrivendo sul foglietto un pensiero, un’idea, un desiderio sulla Basilicata del domani, sul partito del domani. Piantiamo quel seme della speranza per la generazione che verrà, animiamo il coraggio non del singolo ma della collettività. Questa iniziativa non serve per dire quanto è bravo Mario Polese, ammesso che lo sia, ma quanto possiamo esserlo tutti se lavoriamo INSIEME!

b)Se c’è qualcuno là fuori che ancora dubita che la Basilicata è un luogo dove tutto è possibile, che si domanda se il sogno di un luogo ideale, migliore, pienamente europeo è ancora vivo ai nostri tempi, che ancora mette in discussione il potere della nostra democrazia, questa sera ha avuto la sua risposta. Perché se invece di protestare, di dire solo e sempre no, di odiare l'altro dimostri che sei disposto a lavorare sodo, non importa chi sei o da dove vieni, cosa sembri o cosa ami. Non importa se sei nero, bianco, di Potenza o di Matera, giovane o vecchio, ricco o povero, disabile, gay o etero. In Basilicata ce la puoi fare, se sei disposto a provare. A noi il compito di mettercela tutta per dare maggiori opportunità a tutti, nessuno escluso.
Buona serata e grazie ancora!!

 

APPENDICE/1. Slide

 

APPENDICE/2. Spunti emersi dai messaggi anonimi e spontanei consegnati

GIOVANI LUCANI

I.Rientro dei cervelli
II.Una Basilicata plurale, meritocratica, inclusiva
III.Liberarci dalla paura senza arrendersi, sognare
IV.Sviluppo ecosostenibile, tutelare le classi sociali in difficoltà e le classi medie che non hanno bonus o altri incentivi, nuovi poveri
V.Rendere protagonisti le persone capaci, meno coinvolte finora, per un “nuovo umanesimo” caratterizzato da maggiore trasparenza

TURISMO E CULTURA

I.Investire nel turismo
II.Valorizzare il patrimonio artistico
III.Migliorare l’accoglienza
IV.Migliori infrastrutture


ENERGIA ED IMPRESA

I.Più occupazione giovanile
II.Energia rinnovabile, industria innovativa
III.Basilicata pulita
IV.Una Basilicata con ancora più start up, incubazione per le nuove imprese
V.Monitoraggio delle risorse
VI.Trasformazioni dei rifiuti in energia

PD DEI SOGNI

I.”In un momento in cui vanno tutti a destra o sinistra, l’importante è andare avanti. E andare avanti significa andare verso la giustizia sociale.”. Bisogna recuperare la missione politica e civile con comunione, condivisione, pluralismo, creando una rete di dibattito sociale e civile.
I.No ai campanilismi, progetti strutturali per tutta la regione, rappresentanza più capillare sul territorio
II.Un partito inclusivo, che si apra alla società e che formi una nuova classe dirigente, che a smetta di litigare
III.Più discussione dal basso.

 

© 2017 @mariopolese