Molte cose sono state fatte, ma ancora tante ne restano da fare. Il mio #FuturoPresente è questo, nella visione di una Basilicata che guarda con fiducia alle sue possibilità di sviluppo e crescita, per una regione sempre più a dimensione cosmopolita, ma anche attenta ai territori. I punti chiave del mio programma riguarderanno il volontariato, i liberi professionisti, il lavoro, la famiglia, uno sguardo innovativo al ruolo di Potenza capoluogo in una visione aperta e propositiva verso il progetto “ Macroregione“. Le leggi sul recupero delle eccedenze alimentari, sul cyberbullismo, la cittadinanza attiva, sono solo piccoli tasselli di un mosaico più grande che ha reso la nostra regione più innovativa e attenta alle dinamiche sociali. Penso al Frecciarossa, alle nostre politiche ambientali con la chiusura del centro Oli in una movimentata vigilia pasquale di due anni fa e alle tante misure a favore dei centri rurali e del turismo. Avremo molto da fare, errori da correggere, e le vostre proposte mi saranno di aiuto, al fine di creare tra di noi un rapporto diretto e continuo per la nostra Basilicata. Un atto d’amore che deve vederci protagonisti vivi in un tempo decisivo e fattivo.
- VOLONTARIATO
La legge sul recupero delle eccedenze alimentari per la lotta allo spreco del cibo, e quella sulla promozione della cittadinanza attiva fondata sul principio di sussidiarietà, sono capisaldi da cui partire per tenere al centro del dibattito le politiche sociali. Sostenere il mondo del volontariato vuol dire stare vicini a quelle comunità dove troppo spesso l’Istituzione non arriva, e dove le associazioni fanno uno sforzo enorme per aiutare i ceti più svantaggiati o socialmente deboli. E’ compito imprescindibile della politica aiutare queste realtà ed è per questo che ho in mente di mettere in campo anche un’azione concreta per quanto riguarda l’assistenza sanitaria domiciliare, in modo da connettere il mondo dell’associazionismo alle fasce più bisognose. Un metodo nuovo per avvicinarci ai territori e ai suoi bisogni, in uno scambio attivo e frequente col mondo associativo. In tal senso già qualche anno fa proposi un emendamento per il Riconoscimento sociale delle Associazioni di volontariato, al fine di consentire loro di accedere in maniera diretta a fondi per la progettazione sociale. Mi batterò per portare a casa questo risultato, un “riconoscimento” che sancisca definitivamente la centralità di questo mondo nella nostra società, e che consenta alle Associazioni stesse di operare nelle regole ma con la velocità che richiede oggi l’urgenza di alcuni importanti interventi socio assistenziali e culturali.
- LIBERI PROFESSIONISTI
Un occhio attento e particolare a un settore che per la nostra regione è sinonimo di storia e tradizione lavorativa. Intendo proseguire la mia battaglia intrapresa tre anni fa a favore di un riconoscimento contributivo per i liberi professionisti, al fine di poter investire in innovazione e nuovi strumenti di lavoro. Una misura che contribuirà a risollevare un settore in difficoltà, attraverso incentivi diretti agli studi professionali che assumeranno risorse giovani. Questo permetterebbe a liberi professionisti già affermati ed avviati di avere un aiuto in ufficio, e ai giovani di formarsi e fare pratica ottenendo anche uno stipendio, al posto di semplici occasioni di stage non retribuiti.
Inoltre sosterrò con proposte concrete la nascita e lo sviluppo di studi professionali multidisciplinarie trasversali, come già sta accadendo in tutto il mondo, che sappiano interpretare i nuovi bisogni delle imprese, negli ambiti sanitario, commerciale, ingegneristico. Un patrimonio di competenze che può essere messo a servizio di nuove sfide, come l’internazionalizzazione, la ricerca scientifica, l’open innovation.
- POTENZA CITTA’
Il Governo regionale ha contribuito in maniera sostanziale alla rinascita della città di Potenza, con azioni concrete, a partire dai 32 milioni di euro per i servizi essenziali della città, fino al Capodanno Rai del 2016 in Piazza Mario Pagano. Inoltre sono stati 2,5 i Milioni destinati alle imprese cittadine, e 21 quelli per la“nuova” Bucaletto.Un sogno diventato realtà in cui decine di famiglielasceranno i prefabbricati per entrare in vere case che restituiscano loro la dignità. Tra le cose più impattanti,la fermata del Frecciarossa in stazione centrale, la riqualificazione della Caserma militare di S.Maria per contribuire a restituire alla città un’ immagine di decoro ed efficienza, oltre all’adeguamento sismico e alla digitalizzazione delle scuole cittadine.
Ma non basta. Dobbiamo stimolare la classe dirigente ed i cittadini di Potenza affinché ritrovino l’entusiasmo, contribuendo a fronteggiare lo spopolamento che crea solamente povertà in termini di idee e forza lavoro. .Potenza può diventare la città giusta per sviluppare imprese e startup, specie se sostenute da giovani che hanno studiato fuori e vogliono ripartire dai propri luoghi, grazie a costi bassi e connessioni in banda ultra larga. Si può fare business da qui in tutto il mondo. Potenza può, e deve, ritornare la “città del ritorno”, quel centro nevralgico, connesso, cosmopolita ma umano, in cui ciascuno potrà sentirsi vicino alla propria terra e alla propria famiglia, senza dover rinunciare a servizi di livello nazionale e ad un rapporto virtuoso con l’Italia e l’Europa.
Dobbiamo superare lo stereotipo di città adibita solamente ai pubblici uffici, e col governo regionale uscente ci siamo già impegnati seriamente nella creazione di bandi volti alla ricerca e allo sviluppo, per favorire l’innovazione del nostro capoluogo di regione.
A ciò intendo aggiungere misure concrete per favorire il decoro urbano, un piano di fitti agevolati per chi decide di venire a studiare a Potenza, aprendo le porte anche di privati e famiglie, e riformare il piano trasporti rendendolo più efficiente e funzionale. A proposito di ciò, intendo proporre investimenti in servizi di mobilità on demand, vicini ai bisogni dell’intera collettività e che spingano i potentini a usare sempre meno il proprio mezzo privato a favore di un utilizzo sempre più intenso del trasporto pubblico.
- UNIVERSITA’
Lo sviluppo dell’ateneo lucano è fortemente collegato alla rinascita di Potenza come città capoluogo. L’Università deve ritornare a svolgere un ruolo centrale nelle dinamiche cittadine non solo dal punto di vista economico, ma anche e soprattutto in termini di prestigio e offerta formativa. Assolutamente di primaria importanza dovrà essere la collocazione di alcuni uffici nel centro città e l’istituzione della facoltà di medicina, che può essere l’unica in grado di creare una vera connessione tra la formazione universitaria e la crescita medica e sanitaria del nostro polo ospedaliero del San Carlo, rendendolo così ancora più efficiente e all’avanguardia.
- LAVORO
E’ mia ferma intenzione lanciare un grande piano di rientro dei nostri talenti, perché credo che non si possa fermare un giovane che intende partire per scoprire il mondo. Si può invece fare in modo che questo possa scegliere di tornare o restare perché in Basilicata esistono opportunità concrete di sviluppo di impresa e di ricerca. Per fare ciò serve un piano di orientamento e facilitazione all’avvio imprenditoriale con la riduzione delle tariffe energetiche; Un giovane che vorrà avviare un’impresa in Basilicata potrà farlo, grazie a fitti agevolati, contributi per l’innovazione e meno legacci burocratici, con la possibilità di farlo restando vicino alla propria famiglia e alla propria comunità.
Intendo lanciare un programma che chiamerò “IoTorno”, un contributo per chi, dopo aver studiato fuori o aver viaggiato, deciderà di ristabilirsi qui per avviare la propria attività e generare opportunità di lavoro per chi è rimasto.
- CONNESSI CON IL MONDO
Il Frecciarossa e la banda ultralarga ci riconnettono con le realtà più dinamiche in Italia e contribuiscono a renderci cittadini del mondo. Il lucano, pur restando nel proprio territorio e senza mai abbandonare le proprie radici culturali e identitarie, può e deve sentirsi cosmopolita, accettando le sfide della modernità e quindi la spinta di riscatto insegnata anche da Matera Capitale europea della cultura 2019. Il governo regionale uscente ha reso possibile tutto ciò e farò di tutto affinché si continui su questa strada, continuando a migliorare le infrastrutture materiali e immateriali, rimettendo la Basilicata al centro del sud e dandole un ruolo nel Mediterraneo.
Se oggi è impensabile ragionare di nuove Autostrade o fantomatici Aereoporti, progetti da sempre paventati ma irrealizzabili e insostenibili dal punto di vista numerico e gestionale, mi pare molto più concreto e impattante rinforzare e mettere in sicurezza le nostre strade, migliorare le nostre vie ferrate per velocizzare i treni e aumentare il numero di Frecciarossa che passano dalle nostre stazioni, consentendoci, ogni giorno, di raggiungere l’Italia e l’Europa.
- PER UN SUD UNITO
Sono convinto che la Basilicata possa diventare “locomotiva “di processi virtuosi per tutto il Meridione. Penso all’opportunità di mettere a sistema le straordinarie sinergie che esistono al Sud, poiché le nuove regole in campo economico e la crescente propensione mondiale verso globalizzazione e cosmopolitismo, ci impongono delle riflessioni sul ruolo strategico del Mediterraneo. C’è un Sud che non ha l’obbligo di rilanciare solamente se stesso, ma anche le sorti dell’Europa. Si è parlato molto in questi anni di funzione strategica da attribuire al porto di Napoli o al ruolo fondamentale del porto di Taranto nelle economie della ‘nostra’ Zes. Penso al turismo, con Matera 2019 come centro culturale di riferimento extraregionale e attrattiva mondiale per bellezza e tradizione. Nessuna regione del nostro Sud può agire da sola, ma è necessaria un’azione sinergica che metta in rete il nostro Mezzogiorno su azioni concrete. La mia visione di “Macroregione” è questa: non abbattimento di confini o soppressione di competenze, ma cooperazione e coesione interregionale attraverso la realizzazione di progetti comuni e condivisi, miranti al potenziamento delle relazioni per rendere il Mezzogiorno una zona di prosperità condivisa che si consolidi come il cuore pulsante del Mediterraneo. Le debolezze, quando ci sono, possono e devono diventare punti di forza.





