Presidente ha ragione il collega Cifarelli. Purtroppo mi trovo a dover sposare totalmente quello che il collega dice perché trovo inaudito, e purtroppo mi dispiace rispetto alla funzione esercitata dal presidente Cicala e anche alla mia, per cui mi sento oggi libero di parlare in quanto lui ha scelto di parlare tra i banchi giustamente dal punto di vista formale e quindi da collega a collega sto sulla polemica politica. Trovo inaudito quello che ho ascoltato. Mi spiace constatare che in una fase così complessa, ci sia chi evidentemente prima del bene comune, pensa al bene del proprio comune, dimenticando di essere qui a nome di tutti i lucani e non solo di qualche centinaia.
Lo avevamo intuito già in diverse occasioni, che in quest’aula troppo spesso gli interessi di piccolo respiro, magari anche legittimi per carità, fossero tenuti in maggiore considerazione dei principi di unità territoriale, coesione sociale e soprattutto in un tempo come questo di solidarietà regionale. Ma oggi con questo emendamento presentato dal collega Cicala stiamo superando veramente il limite, nel metodo innanzitutto. Perché ha nuovamente ragione il collega Cifarelli è quantomeno anomalo (io non ricordo altri casi almeno negli ultimi lustri) che un presidente del Consiglio presenti un emendamento a propria firma in un collegato al massimo strumento finanziario della Regione Basilicata. Vorrei ricordare al presidente Cicala che egli è il garante di quest’aula e dovrebbe almeno nella ‘forma’ dare una immagine di terzietà al di sopra dei singoli interessi.
Per altro questa funzione spetta anche a ogni singolo consigliere, perché voglio ricordarlo a tutti che noi come parlamentari lo esercitiamo su scala regionale senza vincolo di mandato, non siamo i rappresentanti di un comune o di una singola area, ma dell’intero territorio regionale. La legge 40 è quella che stabilisce come gestire le royalties del petrolio ed è evidentemente materia delicatissima. Alla sua redazione dal 1995 in poi, hanno lavorato esimi legislatori con la partecipazione e la concertazione di decine e decine di esperti del mondo associativo, datoriale, di categoria e dei sindacati. Magari e io sono un assertore di questa tesi, non è ancora perfetta. Va ripensata e modellata rispetto alle nuove dinamiche territoriali e alle nuove esigenze visto che dal ’95 sono trascorsi 25 anni e il mondo, non solo la Basilicata, è cambiato radicalmente. Come sono cambiati i bisogni della gente.
Ma prima di pensare di modificare o cancellare una sola virgola della Legge 40, credo siano necessari approfondimenti importanti, coinvolgendo la platea lucana affidandosi a esperti e allo stesso tempo aprendo un dibattito profondo con le comunità e con il mondo economico, produttivo e sociale della nostra regione. Che ne pensa ad esempio l’Anci di questa proposta del collega Cicala?
E invece arriviamo qui, il 4 dicembre 2020, in piena emergenza per il Covid, con centinaia di contagi ogni giorno e con una drammatica lista di decessi che viene aggiornata di ora in ora, e ci troviamo un atto che prova a smantellare in un solo colpo tutto quel sistema di interessi collettivi che dovrebbe essere alla base di una qualsiasi normale società basata sul rispetto, sull’assistenza e sulla solidarietà. Collega Cicala, è inopportuno in questo modo e in questo contesto sociale così colpito dalla pandemia.
Già mi ero allarmato leggendo una recente intervista del sindaco di Viggiano, il comune più ricco d’Europa proprio grazie alle royalties, in cui si apriva un fronte polemico e sterilmente nei confronti di tutto il mondo del petrolio che invece per anni è stato sempre blandito, e soprattutto aprendo una crepa nei rapporti tra istituzioni.
E non solo. Io ci vedevo un malsano progetto che strideva con la distribuzione e l’utilizzo delle royalties regionali in una logica non particolaristica ma di visione collettiva, regionale e forse addirittura meridionale, e avevo ragione alla luce di questo emendamento. Per me il principio da cui non bisogna assolutamente svincolarsi è capire come tenere insieme il giusto ristoro di chi subisce il maggior disagio, cioè il territorio della Val d’Agri con i principi di coesione territoriale che dovrebbero animare una regione piccola come la nostra.
Ma non solo. Io credo che il petrolio e la sua gestione per portare reali benefici dovrebbe guardare a 360 gradi, allargando la visione oltre i meri confini geografici. Solo incrociando il proprio destino con quello di un panorama più ampio si potranno realizzare investimenti in Basilicata per il bene di tutti. Invece, la logica del bene a casa mia e del male nella casa degli altri non porta benefici purtroppo a nessuno. E pensare solo al proprio orticello è una visione miope e dal respiro cortissimo. Non è di questo che abbiamo bisogno, soprattutto alla vigilia di un nuovo negoziato tra le compagnie dell’Oil & gas e la regione Basilicata, rispetto al quale – questo sì – c’è bisogno urgente di un confronto trasparente che includa tutte le forze politiche e sociali, liberandoci possibilmente dei pregiudizi di appartenenza che spesso servono solo a coltivare il consenso all’interno del proprio perimetro di rappresentanza.
Presidente Cicala ritiri immediatamente questo emendamento.
E poi mi chiedo ma il Comune di Viggiano - che già beneficia della gran parte delle royalties dell’intera Val d’Agri che lo rendono un comune noto a livello mondiale – cosa se ne deve fare di tutti quei soldi? E come si concilierebbe tutto questo con le difficoltà che invece vivono altri paesi limitrofi? Perché anche questa modifica, non va che a ingrassare ulteriormente le sole casse di Viggiano. Perché è chiaro che gli altri comuni coinvolti, che evidente che anche davanti a un minimo ristoro in più rispetto a zero possano essere persuasi da questa proposta, non tutti presidente Cicala come dice lei, molti di quelli il cui nome è stato impropriamente messo su un comunicato stampa ne prenderanno le distanze nelle prossime ora, ne vedrebbero solo l’ombra dei benefici come è stato del resto in tutti questi anni. E saranno gli stessi comuni che oggi, un po’ presi in giro da questo emendamento, sugli stessi ricadranno quelle spese che purtroppo la Regione Basilicata dovrà scaricare nei loro confronti qualora questo emendamento che favorisce nella stragrande maggioranza esclusivamente il comune di Viggiano dovesse andare in porto.
E peraltro di soldi ce ne sono già a bizzeffe e mi pare che quella che è aumentata è stata la sola gestione del potere ma non di certo si sono risolti occupazionali della Valle, lo ha detto anche lei nel suo intervento, a meno che non pensiamo che il comune di Viggiano ambisca a gestire tutte le royialties sostituendosi di fatto alla Regione per poi redistribuirle come fa un padre generoso con i propri figli.
Mi dispiace che non vedo l’assessore Cupparo ma avrei chiesto a lui che è un uomo di sport se è più utile con queste royalties smettere di finanziare l’Università della Basilicata per magari finanziare la società di Calcio a 5 di Viggiano?
Consigliere Quarto, a Matera vogliamo smettere di investire e credere in Matera capitale europea della cultura perché vogliamo far tornare Alvaro Soleir a cantare a Viggiano?
Consigliere Zullino, a Venosa vogliamo togliere parte dei finanziamenti all’ospedale Covid per ristrutturare l’ex clinica di Viggiano ora vuota come i tendoni del Qatar?
Oppure consigliere Cariello possiamo immaginare di rinunciare al rifacimento della costa Jonica dopo aver approvato l’emendamento per i balneari.
Oppure ancora consigliere Baldassarre vogliamo rinunciare al sogno di un’area artigianale per i disoccupati di San Chirico Nuovo, insomma possiamo tranquillamente abdicare ad ogni visione di sviluppo della nostra Regione per consentire, diciamo così, al comune di Viggiano di gestire le royalties della Basilicata.
Se non fosse drammatico tutto ciò ci sarebbe da sorridere. Ma purtroppo è tutto vero e questo è lo specchio di un decadimento della politica al quale io non mi voglio però arrendere. Per cui, concludo con un appello.
Presidente Cicala, la prego, ritiri immediatamente questo emendamento!
Grazie





