• Renew Europe IV

Potenza, 1 dicembre 2022. Si è svolta stamattina, presso la sala B del palazzo del Consiglio regionale della Basilicata in via Verrastro a Potenza, la conferenza stampa di Italia Viva sugli avvenimenti politici delle ultime settimane e in vista della mozione di sfiducia al presidente Bardi che si voterà nei prossimi giorni in Consiglio regionale. Presenti al tavolo, il capogruppo di Italia Viva - Renew Europe Luca Braia, il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Mario Polese e il coordinatore regionale di Iv, Nicola Scocuzza. La base di partenza è che “grazie all’emendamento del gruppo consiliare di Italia Viva - Renew Europe approvato all’interno dell’Assestamento di bilancio regionale - hanno esordito i dirigenti renziani - anche le imprese lucane potranno ottenere benefici che prima non erano previsti dal Bonus gas. Un risultato, l’ennesimo, che Italia Viva riesce a ottenere dai banchi dell’opposizione con una linea politica più attenta alla responsabilità che alle sterili polemiche strumentali inutili in una fase di vera emergenza economica e sociale che coinvolge tutto il Paese e non solo la Basilicata”.

Dopo una prima parte della conferenza dedicata ai provvedimenti in Consiglio regionale, che variano dagli emendamenti in favore dei tetti di spesa alle imprese sanitarie private, passando alla proposta di legge sul piano di vendita Ater o all'estensione alle famiglie non metanizzate del contributo per le impianti rinnovabili fino a quelli proposti da Iv e approvati “da una maggioranza che allora era a 13” Braia e Polese si sono soffermati sulle questioni politiche attuali.

“Siamo distanti dalla maggioranza - ha sottolineato Braia - ma distinti dalle altre minoranze. Riteniamo fallimentare l'esperienza di questo Governo regionale di centrodestra. Siamo e restiamo all'opposizione ma concentrati sui temi che interessano la comunità lucana”. Polese ha rilanciato: “Ci siamo candidati perché volevamo governare. Gli elettori ci hanno votato ma non abbiamo vinto. Quindi non siano stati eletti per fare mera opposizione, come qualcuno dichiara, ma per stare sui fatti e dare risposte concrete ai cittadini lucani che vivono un momento di crisi economica senza precedenti”.

Sull’ipotesi di una campo largo aperto, Braia e Polese non hanno dubbi: “Bisogna costruire un campo vincente che sappia stare sui temi. Siamo aperti al dialogo con chiunque abbia proposte concrete e fattive per la nostra regione. Abbiamo tempo e modo per farlo, purchè chi si sieda al tavolo con noi abbia in mente e nei programmi azioni di costruzione e non di distruzione o futile propaganda”.

Braia quindi ha aggiunto: “Abbiamo chiesto già diverse volte alle altre forse di minoranza di organizzare un tavolo per iniziare a immaginare un alternativa a questo Governo regionale ma finora nessuno ha risposto”.

Polese ha specificato: “L’obiettivo è tonare a governare questa Regione ma per farlo bisogna costruire una coalizione realmente competitiva con idee chiare e visioni comuni. Se poi l’obiettivo di qualcuno è solo farsi eleggere di nuovo in Consiglio tornando a fare opposizione è una cosa diversa”.

Sollecitati dai giornalisti, i renziani sono tornati sulla mozione di sfiducia a Bardi: “L’abbiamo presentata perché il Governo regionale cade solo se il presidente si dimette o se viene approvata la mozione. Non ci sono altre vie. Ora vedremo cosa accadrà in Consiglio quando sarà calendarizzata e se ci saranno i numeri per mandare a casa questo Governo”.

Conclusioni affidate al Coordinatore regionale di Italia Viva Nicola Scocuzza il quale, nell’applaudire l’azione governativa in Consiglio regionale dei due esponenti, ha ribadito ancora una volta la ferma e convinta posizione di “oppositori a questo governo regionale”, annunciando entro dicembre l'assemblea degli iscritti aperta ai simpatizzanti e dichiarando che “dal mese di gennaio Italia Viva sarà in tour sui territori della Basilicata impegnata in una grande campagna di ascolto. “Calendarizzeremo incontri con tutte le associazioni datoriali, agricole e del terzo settore oltre con i sindacati, per costruire in condivisione una piattaforma politica programmatica per il futuro della Basilicata”, ha concluso Scocuzza.

Potenza, 28 novembre 2022. “Negli ultimi 13 mesi vi sono state ben 8 interruzioni idriche, giustificate per non meglio precisate attività di manutenzione, solo nell’area del Vulture - Melfese.  Acquedotto lucano in questi giorni ha diramato un avviso in cui comunicava l’interruzione da oggi, 28 Novembre, al primo dicembre. Tra l’altro le sospensioni idriche avvengono, quasi sempre, nei medesimi orari per oltre 3 giorni di seguito a settimana”. Lo rendono noto i consiglieri regionali di Italia Viva e Renew Europe Luca Braia e Mario Polese che sul tema hanno presentato specifica interrogazione consiliare. Sulla vicenda, qualche giorno fa i sindaci dei Comuni del Vulture Melfese, riunitisi presso Palazzo Fortunato di Rionero in Vulture, hanno espresso con un documento ufficiale inviato ad Acquedotto Lucano e Acquedotto Pugliese tutto il loro disappunto sulla situazione creatasi da tempo ed ora, notevolmente, incancrenitasi. “In particolare i primi cittadini - scrivono i due esponenti renziani - hanno espresso la loro ferma protesta, poichè la vicenda torna a generare una forte preoccupazione per le evidenti ripercussioni negative che si hanno sul territorio e che vede coinvolti: tantissimi lavoratori che giornalmente si recono al lavoro prima delle ore 7  del mattino (orario in cui l’erogazione dell’acqua, di solito, viene ripristinata); gli asili, gli alunni, gli studenti e il personale delle scuole a tempo pieno, le tante attività commerciali, produttive e ristorative, ecc…”.

Per questi motivi Braia e Polese hanno deciso di interrogare il presidente Vito Bardi e la sua Giunta sui “reali motivi che determinano le continue interruzioni idriche nei Comuni del Vulture Melfese e se dovute a manutenzioni in corso, il termine previsto dei lavori”. Braia e Polese quindi ricordano inoltre, che i sindaci hanno sottoscritto un documento in cui si chiede in primis un incontro immediato ed urgente per comprendere realmente quali siano i tempi per l'ultimazione dei lavori sulla condotta idrica e, in seguito trovare soluzioni alternative che garantiscano, anche al popolo lucano, l’equo approvvigionamento dell’acqua. Su questo i due consiglieri regionali chiedono appunto alla Giunta regionale, “quali azioni si intendono porre in essere per intervenire immediatamente su Acquedotto Lucano e Acquedotto Pugliese affinché vengano accolte le richieste dei Comuni interessati e si individuino possibili soluzioni e, infine, se si vogliono mettere in campo atti indifferibili per alleviare il disagio dei cittadini - utenti”.

“Non è concepibile, in un’epoca dove l’organizzazione del lavoro avviene su turni anche notturni, l’impossibilità per i lavoratori di farsi persino una doccia, fatto ancor più clamoroso quando ciò avviene in una zona ove sono ubicate importanti opifici industriali e, appare ancora più beffardo, l’accadere degli eventi in una dei territori più ricchi di acqua del Sud Italia e nei luoghi dove vi è, probabilmente, la maggiore produzione di acque minerali spontanee d’Italia”, spiegano Braia e Polese che concludono annunciando un impegno per comprendere lo stato dell’arte anche nel Materano dove pure si segnalano disservizi e frequenti interruzioni idriche.

Potenza, 24 novembre 2022. “Resto fermamente convinto che il tema della violenza di genere non sia argomento di cui occuparsi solo in una data, sembrerò banale, ma è necessario rimarcarlo, perché le azioni per contrastare e sensibilizzare su questo tema così spinoso vanno affrontate nel quotidiano e con azioni concrete”.  A riferirlo in occasione della Gionata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata ed esponente di Italia Viva - Renew Europe Mario Polese, che aggiunge: “E’ un dovere delle istituzioni operare a fianco delle vittime di violenze di genere, anche favorendo un dialogo tra i cittadini, partendo dalla scuola, che condanni e bandisca, con forza, ogni tipo di prevaricazione. Bisogna dare un segnale mettendo a disposizione la macchina amministrativa a favore di tutte le associazioni e operatori sociali che da anni si adoperano sul territorio”. L’esponente renziano si sofferma anche sui tristi dati italiani, che confermano purtroppo ancora come la violenza di genere e peggio ancora i femminicidi, siano una vera e propria piaga in Italia: “Ogni tre giorni in Italia una donna muore perché vittima di violenza. I dati del Ministero dell’Interno in questo 2022, fino al 20 novembre, parlano di 273 omicidi registrati, con 104 vittime donne, di cui 88 uccise in ambito familiare - affettivo; di queste, 52 hanno trovato la morte per mano del partner o ex partner. Sono cifre terribili su cui riflettere e su cui serve un’ampia sensibilizzazione”. “Ma non solo - commenta Polese – penso anche alla disparità che ancora oggi intercorre tra gli uomini e le donne in carriera, soprattutto in politica, dove non basta una legge sulla doppia preferenza per stabilire parità ma, peggio ancora, la banalizza. In particolare quello che colpisce è il gap che esiste nella partecipazione delle donne alla vita politica e istituzionale nel nostro Paese. In particolare emerge, rispetto all’ultimo Dossier redatto dalla Camera dei deputati, che l’Italia ha ottenuto un punteggio di 63,8 su 100 rispetto agli indici di parità uomo donna. Un valore che, anche se aumentato dello 0,3 per cento rispetto all’anno precedente, si colloca ben al di sotto della media dei paesi dell’Unione europea che è 67 su 100 dove 1 indica l’assoluta disparità di genere e 100 la piena uguaglianza di genere”.

“Per questo servono azioni continue e concrete che sono necessarie per favorire, tra le altre cose, parità salariale e reale parità di accesso alle alte sfere delle istituzioni. L’auspicio, per quanto riguarda l’immediato, è che anche il Governo Meloni riprenda in mano il documento programmatico ‘Strategia nazionale per la parità di genere 2021 - 2026’ redatto dal Governo Draghi compreso nelle azione del Pnrr al fine di contrastare le molteplici dimensioni della discriminazione verso le donne in linea con le azioni adottate dalla Commissione europea a marzo del 2020. L’obiettivo dichiarato è quello di guadagnare 5 punti nella classifica dell’Eige nei prossimi 5 anni, per raggiungere un posizionamento migliore rispetto alla media europea entro il 2026, con l’obiettivo di rientrare tra i primi 10 paesi europei in 10 anni. Per il resto basterebbe anche parlare di emancipazione femminile e di parità di genere ogni giorno e non confrontare i dati una volta all’anno”, conclude Polese.

 


 



 

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