INTERVENTO REFERENDUM GIUSTIZIA
Io penso ai tanti innocenti che sono stati condannati e costretti a subire detenzioni e pene ingiuste per la troppa fretta o per deliri giustizialisti non motivati dai fatti. Purtroppo. Io penso alle storture di un ordinamento giudiziario che è troppo ancorato a logiche di 70 e 80 anni fa. A idee e metodi che sono superati dalla storia. E’ questa la mia convinzione di base sui quesiti della Riforma della Giustizia sui quali oggi siamo chiamati a esprimerci anche in quest’aula per dare più forza al referendum e spingere il Parlamento a prendere una decisione e fare la sua parte senza troppi tatticismi.
Ho fatto questa premessa perché voglio sgombrare fin dall’inizio del mio intervento qualsiasi interpretazione fantasiosa in modo da evitare inutili strumentalizzazioni di una vicenda che a mio di vedere è di altissima valenza umana e civile prima che politica. E lo dico sull’onda di quanto già espresso con poche e semplici parole dal leader del mio partito, Matteo Renzi, alcuni giorni fa “Non penso a Salvini ma a Tortora”. Parole che faccio mie, senza infingimenti o furbizie, visto che io stesso domenica mattina mi sono recato ai banchetti organizzati dagli amici del Psi e di + Europa a Lauria per firmare il referendum ‘per un giustizia giusta’.
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