Potenza, 10 marzo 2023. Massima condivisione della linea assunta da Italia Viva nazionale in merito alla necessità di accelerare verso il partito unico. E’ quello che è emerso alla prima riunione della segreteria regionale di Italia Viva che si è svolta ieri sera. Riunione convocata dopo l’Assemblea regionale dello scorso 24 febbraio in cui sono stati rafforzati gli organismi dirigenti. Alla riunione di ieri sera, infatti, erano presenti, oltre al segretario regionale Nicola Scocuzza, e ai due consiglieri regionali Mario Polese e Luca Braia e i membri della segreteria regionale. Dalla discussione è emerso una unanime volontà a dar corso alle indicazioni del partito nazionale condividendo altresì la raccomandazione di Iv a favorire la massima apertura del percorso di formazione del nuovo partito anche in vista delle prossime elezioni amministrative con l’appuntamento al voto anche per 14 comuni della Basilicata di cui 12 in Provincia di Potenza (Atella, Forenza, Genzano di Lucania, Lagonegro, Lavello, Muro Lucano, Pietrapertosa, Pignola, Ripacandida, Ruvo del Monte, Sasso di Castalda, Vaglio) e 2 in Provincia di Matera (Scanzano e Tricarico) nelle quali Italia Viva si giocherà partite importanti per la vittoria e per l’elezione di nuovi amministratori. Il gruppo dirigente lucano ha anche affrontato il tema del tesseramento in Basilicata partito nelle scorse settimane e che verrà incrementato già nei prossimi giorni. La riunione è quindi proseguita sui vari aspetti organizzativi legati alla comunicazione e alla prossima organizzazione di eventi tematici con il protagonismo dei dipartimenti tematici di partito a partire dalla Sanità, dalla Cultura e dalla Scuola. Nelle prossime settimane, infine, così come valutato positivamente dalla segreteria, verranno inaugurate altre sedi di Italia Viva in diversi comuni della Basilicata. 

Potenza, 9 marzo 2023. “In migliori mani la Comunità del Parco dell’Appennino lucano – Val d’Agri – Lagonegrese non poteva capitare. La nomina di Antonio Rubino, sindaco di Moliterno, al vertice dell’importante parco naturalistico lucano, è una buona notizia”. E quanto dichiarano in una nota i dirigenti di Italia Viva Basilicata - Renew Europe. “E’ un riconoscimento importante -  proseguono - per lo stesso parco che negli anni scorsi ha vissuto situazioni non facili. Antonio Rubino è persona capace, come sta dimostrando alla guida dell’amministrazione comunale di Moliterno, dotata di qualità politiche importanti e del necessario equilibrio per garantire tutte le comunità interessate dal territorio del Parco”. “Per questo ci congratuliamo con lui e con tutti gli altri attori che hanno partecipato a questo risultato. Siamo convinti che da oggi verrà impressa una accelerazione importante per il bene di tutto il territorio della Val d’Agri, del Lagonegrese e dell'Appennino lucano e naturalmente per l’intera Basilicata”, conclude la dirigenza del partito. 

Potenza, 8 marzo 2023.“E’ con l’orgoglio da lucano che faccio le mie più sincere congratulazioni al gruppo di Cronache lucane, alla direttrice Maria Fedota e naturalmente all’editore Giuseppe Postiglione per la partenza della Tv interattiva nazionale. Non si tratta di una sorpresa, vista la crescita esponenziale degli ultimi anni ma della conferma di un lavoro straordinario e serio che continua nel solco del fondatore Nino Postiglione”.

Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale. Mario Polese di Italia Viva che aggiunge: “Che in Basilicata ci siano eccellenze è cosa nota ma che riescano a raggiungere straordinari risultati non è scontato. Per questo trovo che sia importante questa novità che porterà vantaggi a tutto il territorio lucano che grazie al canale nazionale di Cronache avrà una vetrina nazionale continua”. “Il tutto con quello sguardo visionario al futuro che servirebbe in tutti i contesti e non solo nella comunicazione. Approccio che tutti dovremmo far nostro”, conclude Polese. 

Intervengo sulla questione del dimensionamento scolastico con il pensiero alle parole del Presidente della Repubblica che ieri a Potenza ha presenziato alla cerimonia dei 40 anni dell’Unibas. Lo dico con una premessa e con un appello a superare oggi in quest’aula la questione contingente per provare a riflettere e approfondire il tema della SCUOLA nel suo complesso partendo da quella che è la sua missione principale: creare le condizioni per i nostri bambini e i nostri giovani a “essere protagonisti del futuro”. E di certo la Scuola non può essere ridotta a questione di ‘freddi’ numeri e di algoritmi. La scuola per come dovrebbe essere intesa è anima e cuore. Comprendo che le istituzioni abbiano il dovere anche di ragionare sui tecnicismi e sulle finanze ma non dovrebbero mai perdere di vista che la scuola non può e non deve mai diventare una ‘azienda’. Non si può ragionare solo in termini di quello che conviene da un punto di vista finanziario perché altrimenti abbiamo fallito per principio.

Ritorno alle parole di Mattarella, l’Università, e io aggiungo tutta la scuola, sono il “motore di crescita e di speranza per molti giovani, con un ruolo decisivo per trasmettere il sapere ed educare alla LIBERTA’ di pensiero”.

Ed è solo grazie a un sistema scolastico di qualità, e non di quantità, che potranno essere formate future donne e futuri uomini capaci, liberi, democratici e consapevoli. E dico di più: noi siamo in Basilicata. Inutile essere orgogliosi qualche volta all’anno quando viene in visita il Presidente della Repubblica o rappresentanti del Governo o quando ci guadagniamo qualche complimento e qualche titolo di giornale internazionale. La Basilicata ha bisogno di una scossa a vari livelli e qua faccio i complimenti al presidente del Consiglio degli studenti dell’Unibas, Davide Di Bono, che ha dimostrato, come se ce fosse ancora bisogno, che spesso i giovani sono la parte migliore della nostra società. Perché l’appello ‘a fare presto’, che ci ricorda i giorni tragici del terremoto dell’80, è un potentissimo messaggio che non può non entrare anche in quest’aula.

E lo rideclino: presidente, assessori, colleghi consiglieri, facciamo presto a dare risposte concrete per questa terra e per i suoi cittadini. Perché non c’è più tempo da perdere. Basta con gli interventi tampone o le azioni estemporanee che potranno servire per un anno, per tre e forse 5 ma non certo per il futuro di questa terra che è complesso da immaginare. I problemi sono tanti e non sono solo, purtroppo, legati alle nostre solo potenzialità. La Basilicata è una regione fragile inserita in contesti più grandi e altrettanto complessi.

E quindi, iniziamo subito e iniziamo dalla scuola, che ripeto è il più grande e straordinario mezzo che abbiamo per disegnare un futuro all’altezza delle grandi aspettative che abbiamo e che hanno i nostri studenti e che dobbiamo provare in tutti i modi a far realizzare. Sin da oggi e sin da questa mozione di cui all’ordine del giorno con un ritmo, anche in questo Palazzo, che deve iniziare ad allinearsi con i tempi della modernità che sono diventati rapidi e che lasciano velocemente indietro chi si ferma per mere e inutili tattiche che siano elettorali, partitiche o di piccolo cabotaggio personalistico.

Detto questo entro nel merito della questione: la legge di Bilancio dello Stato, che noi chiediamo di contrastare o per lo meno di modificare, non tiene conto della parte umana del sistema scolastico ma appare troppo basata su elementi ragionieristici. Tanto più penalizzanti per una Regione Basilicata che ha le sue peculiarità demografiche, urbanistiche, viarie e orografiche differenti dai riferimenti metropolitani di altre regioni o dalle dinamiche competitive delle realtà più ricche.

Non mi dilungherò su quello che non va di questo dimensionamento immaginato dal Governo nazionale, all’interno della scorsa finanziaria che eredità scelte sbagliate del passato quando altri Governi e altre maggioranze decisero di aumentare le scuole senza tener presente le varie dinamiche locali. E oggi ci troviamo con la una Legge di bilancio che dà delle indicazioni di dimensionamento scolastico rispetto al numero di dirigenti scolastici che in soldoni significa numeri ampi per ciascun dirigente con l’effetto matematico, e non qualitativo lo ripeto, che in Basilicata produrrebbero l’accorpamento di numerosissimi plessi e scuole delle due province.

Parliamo di numeri che se accettati nella logica generale incrociati con lo spopolamento, la crisi generale demografica che tutta Italia ha e non solo la Basilicata porterebbe a un depauperamento di tutto il sistema scuola della Basilicata. E con problemi enormi come il costringere centinaia e centinaia di giovanissimi studenti lucani a viaggiare ogni giorno per poter usufruire di un servizio che in realtà sarebbe un loro diritto poter ottenete in condizioni meno disagiate.

Siamo stati tutti studenti e abbiamo tutti maturato esperienze per sapere in prima persona che lo studente ha bisogno di attenzioni, servizi e non di paletti e di ostacoli.

E voglio aggiungere anche un altro tema che mi è stato suggerito da professionisti del mondo della scuola della Basilicata. Più che ai numeri dovremmo anche cominciare a pensare al livello della didattica e sarebbe utili anche in questo caso che dalla Basilicata partisse un’idea: invece che accorpare istituti si potrebbe ribaltare il ragionamento formando classi meno numerose: a quel punto il numero delle scuole necessarie rimarrebbe invariato ma ne gioverebbe la didattica con classi composte da massimo 15 alunni e con insegnanti non ridotti che potrebbero svolgere programmi più intesi con un’attenzione diretta a ogni alunno. Cosa che ovviamente non può accadere continuando a ragionare sui numeri generali e continuando a favorire le cosiddette ‘classi pollaio’.

E quindi poi c’è tutto il tema delle caratteristiche lucane che rendono il piano del Governo praticamente irrealizzabile nella nostra regione. I tetti fissati al minimo di 900 alunni per istituto sono ‘assurdi’ per la Basilicata, che ricordo, è una regione composta essenzialmente da piccoli Comuni con moltissimi centri addirittura sotto i duemila abitanti. Con tanti paesi sede di istituti superiori con popolazione sotto i cinquemila abitanti e con caratteristiche orografiche molto particolari. Senza contare, e lo ribadisco, che accorpare istituti di comuni limitrofi, vicini magari linea d’aria ma collegati in maniera approssimativa per le strade e con il sistema dei trasporti pubblici non adeguati significherebbe solo trasformare la frequenza scolastica in una sorta di ‘gioco senza frontiere’ pieno di ostacoli e senza alcun bonus.

Insomma da quest’aula, a mio parere, deve partire la richiesta ufficiale e non sindacabile, di tenere conto di tutte le peculiarità locali contestualizzando alla realtà i numeri nazionali. Dando poi per scontato che vengano confermate quelle deroghe concesse fino a oggi ai comuni montani.

Per chiudere io propongo di immaginare un altro tipo di modello che tenga conto delle necessitò generali ma coniugandolo con un possibile piano trasporti a esso collegato. Oltretutto, e concludo, noi abbiamo un tema che attiene alla sopravvivenza stessa della nostra regione: indebolire la scuola sarebbe l’ennesimo colpo a una comunità che già vede servizi locali molto rarefatti con il conseguente indebolimento di un tessuto sociale che favorisce fenomeni come l’esodo dei cervelli (non spontaneo ma indotto) e spopolamento.

Per questo io credo che sia indispensabile che oggi il Consiglio regionali si allinei a quanto fatto già ad altri livelli istituzionali esprimendo  netta contrarietà all’applicazione del coefficiente di 900 studenti previsto dal comma 557 dell’articolo 1 della Legge di bilancio 2023 del 29 dicembre scorso dichiarando  non applicabile i vari criteri penalizzanti per la nostra terra.

Grazie

Potenza, 6 marzo 2023. “Ringraziamo il Presidente della Repubblica per l’attenzione e la centralità che ha dato alla Basilicata presenziando ai 40 anni della fondazione della nostra università che rappresenta il punto più avanzato di cultura, libertà e democrazia della nostra terra. E ci uniamo agli appelli del presidente del Consiglio degli studenti, Davide Di Bono, sulla necessità di ‘fare presto’ per rendere Potenza e Matera vere città universitarie e quello dell’attivista sui diritti umanitari Pegah Moshir Pour sul rendere l’ateo vero laboratorio di libertà e inclusione”. Lo dichiarano i due consiglieri regionali di Italia Viva Basilicata - Renew Europe, Mario Polese e Luca Braia. “Siamo orgogliosi, oggi come allora, - sottolineano i due esponenti renziani - di un presidio di conoscenza e ricerca che ha segnato la nostra recente storia e che deve essere il vero faro per indirizzare le nostre scelte su innovazione e sviluppo anche per il futuro”. “Va sempre riconosciuta - aggiungono ancora Polese e Braia -  la lungimiranza di una scelta che ha cambiato la storia della Basilicata sostenuta con la finanza Regionale e che oggi ha necessità di in un nuovo slancio a cui deve partecipare anche lo Stato con un impegno netto e concreto”. “Non c’è dubbio che solo valorizzando le nostre eccellenze, tra cui quelle intellettuali delle nuove generazioni, si può pensare di innescare processi virtuosi tesi a contrastare le crisi economiche, sociali e sanitarie che hanno segnato il recente passato e continuano a segnare, purtroppo il presente. Tra i fenomeni più delicati per la Basilicata c’è lo spopolamento e non c’è dubbio che per contrastarlo ci sono poche soluzioni. Tra queste senz’altro hanno un posto importante la cultura e la formazione che deve però sempre più deve specializzarsi, qualificarsi e connettersi al sistema imprenditoriale autoctono”, sottolineano sempre i due consiglieri regionali di Italia Viva che concludono: “Bisogna quindi credere ancora di più nell’Unibas potenziandola e rendendola più ‘attrattiva’ per gli studenti e i docenti avendo il coraggio di puntare sempre più in alto sia nell’offerta formativa che nella qualità dei servizi a essa connessi”. 

Matera, 3 marzo 2023. “Condividiamo la richiesta di Francesco Somma presidente di Confindustria Basilicata che chiede sostegno alle imprese lucane per affrontare gli aumenti del costo energetico”. Lo dichiarano i due consiglieri regionali di Italia Viva - Renew Europe, Mario Polese e Luca Braia a margine dell’Assemblea degli industriali che si sta svolgendo in queste ore nella città dei Sassi. I due esponenti renziani rilanciano: “Il nostro emendamento approvato il primo dicembre scorso all'interno dell'assestamento di bilancio regionale, prevedeva anche per le imprese lucane benefici che prima non erano previsti dal bonus gas. Questo per far fronte al caro della bolletta energetica e aiutare un intero settore in difficoltà”. “Purtroppo - sottolineano Polese e Braia – fino a oggi la Giunta regionale non ha trovato le risorse necessarie per finanziare quella legge. Non si perda più tempo e si intervenga disponendo nuovi fondi per rendere operativa quella legge che con il passare delle settimane diventa sempre più vitale per centinaia di aziende e di rimando per migliaia e migliaia di lavoratori e di certo non basta la dotazione ‘simbolica’ di un milione di euro di cui sta parlando il presidente della Regione, Vito Bardi”. 

Potenza, 2 marzo 2023 - “Ho ricevuto e letto la lettera che i precari Covid dell’Asp hanno inviato all’assessore Fanelli in merito alla loro mancata stabilizzazione. Mi corre l’obbligo, essendo stato promotore di una proposta poi diventata legge su questo tema, di sollecitare l’Azienda sanitaria di Potenza a una soluzione nei tempi più celeri possibili”. E’ quanto dichiara il vice presidente del Consiglio regionale Mario Polese sulla vicenda dei 104 infermieri precari non stabilizzati. “La cosa che più preoccupa -  spiega l’esponente di Italia Viva - oltre al ritardo nell’attuazione delle graduatorie, è il mancato riscontro da parte dell’Asp che, nonostante le sollecitazioni di questi ‘eroi dimenticati’ e sindacati, ancora non è stata in grado di dare risposte, mentre, invece, Crob, Asm e San Carlo stanno provvedendo alla stabilizzazione dei loro precari, in linea con quanto concordato dal Sistema sanitario nazionale”. “La preoccupazione - dichiara ancora Polese - è che molti di questi hanno il contratto quasi in scadenza e sono vincitori di concorsi in aziende al di fuori dalla regione. Nel corso di molteplici incontri che ho fatto con i precari della sanità, ho sempre cercato di rimarcare come sia di fondamentale importanza il loro lavoro, non solo svolto in un momento critico della nostra storia, ma anche oggi, con ospedali costretti ad affrontare la piaga della carenza di personale”.  “Per questo - rimarca ancora l’esponente renziano - mi corre l’obbligo di sollecitare l’Asp a dare risposte e garanzie per 104 professionisti costretti a vivere sul filo del rasoio e senza alcuna certezza per il futuro”. “Ho sempre ribadito come l'obiettivo prioritario resta quello di stabilizzare il personale sanitario che nella fase iniziale della pandemia, a rischio della propria incolumità ha fatto scudo con il proprio lavoro a tutela della salvaguardia della salute dei cittadini lucani. Per questo chiedo a tutti, a partire dall'assessore alla Salute e alle Politiche della persona Francesco Fanelli e a tutta la Giunta e all’Asp, di mettere in campo tutti gli sforzi economici necessari per comprendere nella platea dell'avviso la stabilizzazione di tutti i precari lucani aventi diritto”, conclude il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Polese.

 

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