“Il tempo scorre, siamo quasi ad un anno e mezzo dall’inizio di questa legislatura e soprattutto in campo sanitario non si è ancora proceduto a mettere in campo una sola, e ribadisco una sola, azione di discontinuità. Quindi delle due l’una, o non si è governato così male come si è sostenuto, oppure quella che è ormai la “barzelletta del rinnovamento” si è adagiata sulle stesse linee di condotta che chi oggi governa contestava durante la campagna elettorale”.

"Non è con le multe e con gli atteggiamenti squadristi che si garantisce la sicurezza e il decoro di Potenza ma con la collaborazione tra i vari attori politici, istituzionali, imprenditoriali e di controllo nel rispetto delle norme ma anche del buon senso. Il sindaco di destra Guarente non può pensare di amministrare la città  'consentendo' di 'punire' i commercianti che già vivono un momento complicato, nascondendo invece, il grave decadimento a cui sta destinando la nostra intera comunità".

La Bonetti illustra il Family act ai lucani. Il Consiglio dei ministri ha ultimato lo scorso 11 giugno un progetto di legge destinato a introdurre una serie di misure di sostegno alle famiglie. Il pacchetto voluto dal ministro per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti di Italia Viva è di fatto il primo grande piano integrato per le famiglie italiane.

“Abbiamo presentato stamattina una interrogazione consiliare in cui si chiede al presidente della Regione Vito Bardi e alla Giunta regionale di spiegare il motivo per cui non stati ancora elargiti i contributi della Sezione Primavera degli anni scolastici 2018 – 2019 e 2019 – 2020 a favore delle Cooperative sociali che hanno prestato servizio”.

“Sulla Sanità lucana serve lungimiranza, oculatezza e meticolosità nelle azioni per il bene di tutti”. Così il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Mario Polese di Italia Viva a sostegno della richiesta di chiarimenti inviata alla Regione Basilicata dalla Cicas Sanità privata della Basilicata sulle 'Misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19'.

Quasi due mesi di chiusura per Covid 19, 50 giorni in cui le nostre vite sono cambiate. Lei come ha vissuto questo periodo, come ha impegnato il tempo?


“Per lo più lavorando, perché per tutti cimentarsi di colpo con le tecnologie di socialità virtuale ha prolungato i tempi quotidiani. E poi, diciamoci la verità, siamo stati anche un po’ tutti presi da questa “sbornia da videochiamata”. Forse ci è servito per sentirci meno soli. Nel poco tempo libero ho letto Recalcati, ascoltato Ghali ma anche vecchi Cd del Liceo; Narcos e Casa di carta su Netflix. Sono stato moltissimo a telefono e qualche volta ho cucinato, soprattutto spaghetti, in tutte le salse”.

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Mario Polese

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