L’incontro tenutosi a Roma, giovedì 7 novembre, tra il viceministro Guerra e le Commissioni Regionali Pari Opportunità è un ottimo segnale che dimostra la forte volontà di rafforzare il fronte istituzionale coinvolgendo gli organismi regionali nella redazione di un Piano nazionale di contrasto alla violenza di genere e avviare, finalmente, il tavolo per la conciliazione che ancora penalizza le donne nell’organizzazione sociale. Oggi non è più possibile prescindere dalle loro capacità e potenzialità. Favorire l’ingresso delle donne in politica significa accelerare i processi per l’immediata attuazione del lavoro portato avanti nella scorsa legislatura dalla Commissione Statuto per la modifica dello Statuto regionale e la successiva attivazione del processo legislativo della nuova legge elettorale con doppia preferenza di genere, sul modello della legge campana. Tra i punti del mio programma vi è anche la volontà di promuovere un “Piano Regionale delle Politiche Sociali” che ha tra le finalità principali quelle di definire le scelte strategiche ed integrate di politica sociale, e istituire/o potenziare Centri Antiviolenza nei comuni con l’obiettivo di inserire nei Piani di Zona l’attivazione di Reti che coinvolgano tutti i servizi interessati al processo di eliminazione della violenza di genere.


